Se c'è un vitigno che può far diventare pazzi gli enologi, questo è il Pinot Noir. Al suo meglio, quest'uva grossa e dalla buccia spessa produce alcuni dei più grandi vini del mondo, agili, setosi, delicati, con una incredibile gamma di aromi ed un profumo celestiale. È, comunque, di gran lunga il più difficile da coltivare e da vinificare dei vitigni nobili. Il Pinot Nero è uno dei vitigni rossi che dà vini dai colori più tenui e l'uva principale usata per fare i vini spumanti blanc de noir, particolarmente nella Champagne. Nonostante il suo colore tenue, può essere veramente pieno di corpo e ad alto contenuto alcolico. Esso ha un'alta acidità naturale, tannini da medi a bassi e morbide note fruttate di frutti di bosco, come fragole , lamponi maturi e ribes. Per secoli è stata l'uva nobile della Côte d'Or, una regione della Borgogna (infatti oggi il Pinot Noir è molto più coltivato nello Champagne che nella Côte d'Or). Certe zone di coltivazione fredde nel Nuovo Mondo, come Carneros, Santa Barbara, Russian River Valley in California, la costa orientale degli Stati Uniti (Oregon in particolare), Australia e Nuova Zelanda, hanno avuto successo con questo capriccioso vitigno. Il Pinot Noir si accompagna bene con una vasta gamma di cibi, che comprende la cacciagione, le carni bianche, i ricchi piatti di frutti di mare e le carni affumicate. Un'ottima annata può invecchiare fino a 40 anni e più, ma in generale i Pinot Neri maturano più velocemente dei Cabernet Sauvignon, perché sono meno astringenti e tannici.